Il Vescovo di Lodi, mons. Giuseppe Merisi ha consegnato alle parrocchie della diocesi, durante la Veglia di Pentecoste celebrata lo scorso 26 maggio, la nuova Lettera Pastorale per l’anno 2007-2008. Il titolo del documento che intende specificare e definire con più precisione il percorso tracciato dal Piano Pastorale triennale dedicato al ripensamento dei percorsi di educazione alla fede, s’intitola “La famiglia culla della fede”.

Dopo aver chiesto a tutte le comunità di far emergere l’impostazione pedagogica sottesa alle diverse iniziative educative proposte ed aver celebrato lo scorso 18-19 maggio un Convegno diocesano che ha offerto una lettura sintetica e critica dei risultati, questa Lettera Pastorale chiede a tutte le Parrocchie di considerare e sviluppare una pastorale dell’infanzia per i bambini che vanno da zero a sei anni e le loro famiglie.
I motivi per cui, prima di affrontare i percorsi formativi che vengono proposti negli anni dei Sacramenti che completano l’Iniziazione Cristiana e dopo la celebrazione della Confermazione si vuole pensare quale cura pastorale offrire ai bambini più piccoli e alle loro famiglie, sono specificati dal Vescovo stesso: “Prendere in considerazione questo primo momento dell’età evolutiva, poco considerato nell’attuale prassi pastorale, si rivela importante almeno per due ragioni. La prima è la convinzione che l’educazione è un processo che inizia da subito e che quindi anche la proposta di fede troverà un terreno più disponibile se incontra un animo che sin da piccolo è stato stimolato a cogliere la dimensione religiosa, trascendente della realtà e quello che noi chiamiamo il senso religioso della vita. La seconda è quella di porre l’attenzione, prima che sui ragazzi, sulle loro famiglie perchè è evidente che una pastorale dell’infanzia è possibile e proponibile solo all’interno di una pastorale familiare promossa da una comunità di adulti maturi nella fede”.
Tre dunque gli obiettivi proposti: Maturare la consapevolezza dell’importanza di accompagnare in un un’ottica di fede anche gli stadi iniziali della crescita di un fanciullo; il tentativo di accostare i genitori proponendo anzitutto a loro un cammino di riscoperta della fede e offrendo un sostegno alla loro genitorialità; il tutto tenendo conto del fatto che le famiglie sono molto diverse e occorre mettere in conto un approccio ed una proposta differenziata.
Mons. Merisi negli ultimi passaggi della sua Lettera offre diversi spunti concreti che ci possono permettere di raggiungere gli obiettivi proposti. Tra questi l’impegno di costruire un rapporto con le famiglie da continuare anche dopo il Battesimo; la cura per la celebrazione del primo Sacramento; il valore della risorsa scolastica, la creazione di spazi appositi per accogliere i più piccoli e i loro genitori nelle strutture parrocchiali. A partire da novembre verrà offerto un percorso diocesano per preparare i catechisti battesimali che potranno affiancare i Parroci nell’accompagnare le famiglie prima e dopo la celebrazione del Battesimo.
Il Vescovo propone per il secondo anno l’iniziativa della preghiera in famiglia con l’allestimento di un “angolo” che diventa il luogo intorno al quale genitori e bambini si riuniscono a pregare. Un sussidio preparato da alcune famiglie dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare intende offrire la possibilità di educare alla fede i più piccoli facendogli vivere anche in casa le feste principali dell’anno liturgico.
Una delle prospettive più significative che la Lettera Pastorale offre è quella di incamminarsi con molta discrezione verso un ripensamento dell’Iniziazione Cristiana considerando il fatto che c’è un prima e un dopo da valutare e valorizzare. Il lavoro educativo che le Parrocchie intendono definire intrecciando una forte alleanza educativa con i genitori per una fascia d’età oggi scarsamente considerata da un vero e proprio impegno pastorale vuole costruire e garantire alcune premesse da cui dipenderà anche la maggiore fruttuosità del cammino successivo.
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