LA LUCE E LE SUE OMBRE


Don Flaminio Fonte
Il commento al Vangelo domenicale, disponibile da ogni sabato precedente,
a cura di Don Flaminio Fonte, presbitero della Diocesi di Lodi

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8 dicembre 2019 – II Domenica di Avvento (Anno A): “La caduta, l’inimicizia e la Gratia plena

 

“La caduta, l’inimicizia e la Gratia plena”

Dove sei? È la domanda che il Creatore rivolge al primo uomo. Il libro della Genesi contiene il racconto delle origini, eppure tali vicende hanno una straordinaria capacità di accadere sempre, oggi come allora. Quell’uomo nudo, che si nasconde, che teme il suo Creatore siamo noi. Sant’Agostino si serve spesso di un’immagine per descrivere la condizione dell’uomo lontano da Dio: è immerso nel fango, non riesce a rialzarsi, si dimena, si agita, ma inutilmente. Analogo concetto, mutatis mutandis, usa il Manzoni ne Il Natale. «Qual masso che dal vertice / di lunga erta montagna, / abbandonato all’impeto / di rumorosa frana, / per lo scheggiato calle / precipitando a valle, / batte sul fondo e sta; / là dove cadde, immobile / giace in sue lenta mole». Eppure questa rovinosa caduta non segna l’epilogo della condizione umana. «Porrò inimicizia tra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe» promette il Creatore.

Non a caso i Padri della Chiesa chiamano questo racconto proto-Vangelo. Il Creatore, infatti, mette nel cuore di ogni uomo l’antidoto contro il serpente e le sue opere. Il male non è invincibile, anzi, ciascun uomo ascoltando la propria coscienza può prenderne risolutamente le distanze. Questa promessa del Creatore si compie secoli e secoli dopo a Nazareth in una vergine di nome Maria. L’angelo reca il saluto celeste: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te». Maria è riempita di grazia, kekaritomene, perché, precisa l’angelo, «il Signore è con te». In queste parole riecheggia l’antica profezia di Sofonia: «Rallegrati, figlia di Sion […]. Il Signore è in mezzo a te» (Sof 3, 14), che tradotto letteralmente suona è nel tuo grembo. La grazia è la relazione con Dio; non è un dono qualsiasi, è il dono dei doni, poiché Dio ci offre addirittura sé stesso. Maria, allora, è abitata dalla presenza di Dio in maniera così profonda da generare il suo stesso Creatore. In lei non c’è spazio per il peccato, ma solo per Dio, questo significa che è l’Immacolata, senza alcuna macchia di peccato. Maria, pertanto, è la creatura più bella, il successo del Creatore. Se il peccato ci riduce a fuggitivi in preda ad ansie e nevrosi, immersi nel fango, come masso che «batte sul fondo e sta», l’obbedienza di Maria ci risolleva e, nel figlio suo Gesù, ci rende «santi e immacolati di fronte a lui nella carità».

Don Flaminio Fonte

 


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1 dicembre 2019 – II Domenica di Avvento (Anno A): “Vegliate dunque”