Chiusura diocesana della causa di beatificazione di Giancarlo Bertolotti

il dottor Giancarlo Bertolotti

«Il dottor Giancarlo Bertolotti fu contemplativo profeta della grandezza dell’autentico amore coniugale quale espressione dell’unità e della fecondità divina; fu contemplativo profeta della custodia della vita, della sua difesa, da quando sotto il cuore della madre non ha ancora volto e voce fino all’ultimo respiro ».
Così il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti presiedendo domenica 14 novembre la Messa delle 18 nella basilica di Sant’Angelo, in memoria del medico ginecologo santangiolino (studioso dei metodi naturali, promotore della vita e del Bell’Amore, cofondatore del nostro Consultorio diocesano) e nella conclusione della fase diocesana del processo di beatificazione.

il vescovo Malvestiti pone i sigilli sulle copie degli atti del processo di beatificazione

Ai piedi dell’altare, tre copie degli Atti del processo: una resterà alla Curia di Lodi, due vanno ora alla Congregazione per le Cause dei santi in Roma. Sui tre faldoni il vescovo ha posto i suoi sigilli, dopo aver prestato giuramento (dopo di lui il giudice e delegato vescovile per la Causa monsignor Gabriele Bernardelli, il promotore di giustizia don Bassiano Uggè, il notaio attuario Luca Marcarini).

«La causa di canonizzazione e beatificazione del dottor Giancarlo Bertolotti, di cui oggi chiudiamo la fase diocesana, costituisce per questa parrocchia, questa città e l’intera nostra diocesi un annuncio consolante e incoraggiante del ritorno del Signore e anche l’indicazione dello stile che deve caratterizzare la nostra attesa, illustrando la santità come chiamata rivolta a tutti i battezzati, laici compresi, di cui fu esemplare in un ambito tanto vitale il dottor Giancarlo – ha affermato il vescovo -. Contiamo sulla sua preghiera. L’ultimo candidato alla santità della terra lodigiana è un laico, così come i primi martiri che precedettero la fondazione della diocesi con San Bassiano. Insieme, presbiteri e laici, tutti siamo chiamati a testimoniare a tutti la Parola che non passa».

Inoltre: «Ringrazio i componenti del Servizio diocesano per le Cause dei santi. Chiedo a tutti di accompagnare con l’invocazione dello Spirito il cammino del dottor Bertolotti verso il riconoscimento ecclesiale della sua testimonianza. La sua figura e il suo messaggio suscitino un appello affinchè il mistero della vita umana sia custodito e protetto».

Presenti i fratelli di Bertolotti, Gianni e Antonio, i cugini, diversi collaboratori del medico e tanti santangiolini, il parroco della Basilica monsignor Ermanno Livraghi, il santangiolino e gesuita padre Cesare Bosatra, don Flaminio Fonte, coi sacerdoti della comunità.

Articolo di Raffaella Bianchi tratto da il Cittadino del 15 novembre 2021
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