Celebrazione eucaristica nella festa di S. Francesco d’Assisi

Il vescovo Maurizio Malvestiti ha celebrato la S.Messa nella ricorrenza della festa di S. Francesco a cui hanno partecipate le classi delle scuole del Collegio S. Francesco.

Era un incontro atteso da tanto, che si è compiuto proprio nel giorno di San Francesco, patrono della scuola paritaria dei Barnabiti che, ieri mattina, ha accolto il vescovo Maurizio per una gioiosa e animata cerimonia a cui hanno partecipato tutti gli studenti, i professori, i dirigenti e il personale non docente. «San Francesco era come voi – ha esordito il vescovo, esprimendo la propria felicità nel condividere coi giovani questa festa -. Aveva i suoi dubbi sulla vita, sull’amore, sul futuro, e si lasciava prendere talvolta anche dalla violenza in cui cercava di trattenere l’impeto della gioventù. Ma guardando un giorno un crocefisso, vide gli occhi di Cristo prendergli il cuore, capì che l’amore che cerchiamo lo troviamo amando i fratelli: in loro incontriamo colui dal quale veniamo e dal quale siamo attesi».

Questo incontro chiama i giovani a consegnare la vita alla sua parola, coltivando l’amicizia, lo studio, la presenza in famiglia e in parrocchia: «Mentre costruite il nostro presente, rappresentate la speranza per un futuro, che sarà migliore anche grazie a voi – ha affermato monsignor Malvestiti -. Gettatevi quindi nella mischia della vita e trascinate anche noi, regalandoci fiducia e gioia spensierata nella vita. Trascinateci nella novità che ogni tempo porta con sé, nel mondo digitale, ad esempio».

Il fuoco dei giovani deve accendere con uno slancio vitale la Chiesa e la società: «Così, diventeremo anche noi immagine viva del Vangelo, saremo una buona notizia tra la terra che amiamo, le persone e le cose». Il vescovo ha richiamato così il titolo del Sinodo, e l’importanza dell’attenzione alla custodia del Creato, chiudendo simbolicamente nella chiesa di San Francesco il mese che il Papa ha invitato a dedicare alla Laudato Si’. «Sono contento di essere qui con voi per celebrare questo momento, per ribadire ancora una volta che il Creato non è solo nostro, ma di tutte le generazioni che verranno: abbiamo bisogno di giovani in grado di amare come San Francesco, perché siano custodi della Creazione ». E riferendosi al significato del termine “fotografia” ha concluso: «Saremo come Francesco una fotografia di Dio: scritta con quella luce che è nell’intimo di ciascuno. Lo saremo se guarderemo dentro di noi ma anche in alto affinché le braccia si aprano nella fraternità incontrando Dio nel prossimo.

Articolo di Federico Gaudenzi da “il Cittadino”

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