In duomo l’incontro in preparazione al Sinodo

Nella foto Il saluto di mons Maurizio Malvestiti all’assemblea

Riportiamo l’articolo pubblicato sul quotidiano Il Cittadino redatto da Federico Gaudenzi  a documentazione del primo convegno in preparazione del XIV Sinodo Diocesano tenutosi mercoledì 14 ottobre 2020 in Cattedrale a Lodi e che è possibile rivedere QUI

«Ci attende una sorta di impresa sociale, alla quale le chiese possono e devono dare una decisiva ispirazione e collaborazione» ha detto il vescovo Maurizio, rivolgendosi alla chiesa laudense che continua a “camminare insieme” verso il sinodo diocesano. Dopo l’avvio dell’Anno pastorale, i tre incontri dedicati alla terra, alle persone, alle cose e quello con i rappresentanti parrocchiali di settimana scorsa, ieri sera la cattedrale ha ospitato il primo convegno preparatorio al sinodo diocesano.
In duomo sono stati accolti gli organismi di partecipazione, espressione della sinodalità ordinaria, cioè i componenti dei consigli Presbiterale e Pastorale diocesani, la Commissione sinodale, e i sacerdoti, le religiose e i religiosi, le rappresentanze laiche delle parrocchie. A tutti loro si è rivolto il vescovo Maurizio, aprendo l’incontro: «Insieme dobbiamo farci carico dell’insieme sociale, cercando le vie da percorrere e collaborando nel sinodo per prendere le giuste decisioni». Una volontà forte di «rispondere alla chiamata del Signore», che è sempre «nella storia», e che quindi deve fare i conti con la contemporaneità, partendo «dalla crisi nelle strutture di partecipazione, dal pericolo di derive di vario genere dopo quanto è avvenuto, l’esperienza pandemica che tuttora non demorde». Il vescovo Maurizio ha posto il tema della povertà globale che mette alla prova la socialità, e il ruolo cruciale della comunità diocesana in un momento cruciale, tra memoria e futuro, introducendo poi i due relatori della serata, Mauro Magatti e Chiara Giaccardi, entrambi docenti dell’Università Cattolica di Milano. «Viviamo un tempo inedito – ha esordito Giaccardi, professoressa ordinaria di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi -, siamo tutti spaesati, esuli rispetto a una normalità che non c’è più: dobbiamo inventare un nuovo modo di vivere e stare insieme. Questa situazione concreta che stiamo vivendo è qualcosa di ambivalente: può essere una perdita rispetto a tante dimensioni della vita, oppure un kairos, un tempo che ci sollecita a prendere in mano questa vita e cercare un nuovo inizio».
Magatti, ordinario di Sociologia Generale, ha proseguito la riflessione, inquadrando la pandemia in una analisi della società presente, una «società potente che produce fragilità umana». Una società che punta a «crescere e correre», senza capire che la soluzione è un’altra: è prendersi cura gli uni degli altri.
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