«Lasciatevi sorprendere da Cristo»

«Lasciatevi sorprendere da Cristo, e non sprecate la vostra vita»: nella solennità dell’Epifania, il vescovo Maurizio si è rivolto ai giovani, lanciando loro un appello ad essere portatori della buona notizia di Cristo, a cercare la verità come i Magi guidati dalla stella, ad essere amanti appassionati di una vita spesa nell’amore per Dio e per il prossimo.
È l’invito rivolto, prima di tutto, ai seminaristi che, nella giornata di ieri, hanno ricevuto il ministero del Lettorato e dell’Accolitato, in una gioia condivisa dalle famiglie, dai sacerdoti, dai diaconi, da tutta la Chiesa laudense: «Col sostegno della Parola di Dio e dell’Eucarestia, renderete raggianti la Chiesa e la società, come riesce a fare ogni passo che prevede il dono di sé».
Nel corso della cerimonia partecipata da numerosi sacerdoti, religiose e fedeli che gremivano la cattedrale, Alberto Orsini, della parrocchia di Santa Francesca Cabrini in Lodi, ha ricevuto il ministero dell’Accolitato, mentre Marco Valcarenghi della parrocchia di Cavenago, e Giuseppe Scoglio della parrocchia di Postino sono diventati lettori. Hanno ricevuto il Lettorato anche Leonardo Tacchini della parrocchia di San Zenone al Lambro e Raffaele Gnocchi della parrocchia dei Santi Antonio abate e Francesca Cabrini in Sant’Angelo Lodigiano, che stanno compiendo il cammino per diventare diaconi permanenti.
L’Epifania chiama loro, e tutti i fedeli, a mettersi «al seguito dei sapienti, attirati dal desiderio insopprimibile di quella luce che tutto avvolge nella gloria natalizia». «Una sapienza che non si lascia ingannare – ha detto il vescovo -, una sapienza guidata dalla stella della sera che attende la profezia, da quella luce umile e povera come il Bambino di Betlemme, ma la cui portata è universale». I giovani sono “Epifania” della vita, e per questo il vescovo li ha chiamati a consegnare la propria vita a Cristo, «e persino le ribellioni, le debolezze che vedono in sé, nella Chiesa e nella società».
Il vescovo ha quindi citato il toccante messaggio, ormai celebre, diffuso al momento del suo pensionamento da un professore perito in una recente tragedia: un testamento spirituale con cui invita gli studenti a usare le parole apprese per difendere chi quelle parole non le ha, ad essere protagonisti e non spettatori, e a non rinunciare alle proprie mete, nemmeno alle più ambiziose, facendosi carico di chi non ce la fa, per non essere intaccati dal virus dell’indifferenza. E se i lettori sono chiamati con assiduità alla lettura delle Sacre Scritture, e gli accoliti all’assiduo servizio all’altare, è proprio nell’assiduità che il vescovo ha consegnato un provvidenziale appello ai giovani: «Siate assidui nella ricerca della scelta di vita, nel servizio a Dio e al prossimo, che qualifica quel “per sempre” nell’amore che tutti noi andiamo cercando ».
La benedizione finale, monsignor Malvestiti l’ha invocata sui malati per primi e su quanti li assistono, invitando tutti nella perdurante pandemia ad aderire con fiducia alle disposizioni di tutela della salute pubblica, del lavoro, della scuola e della convivenza sociale.
E ha dato appuntamento a San Bassiano, col cardinale Semeraro, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che presiederà la Messa Pontificale.

Articolo di Federico Gaudenzi tratto da il Cittadino del 07/01/2022