Lettera del 20 marzo del Vescovo Maurizio

Lodi, 20 marzo 2020

Ai sacerdoti e fedeli della Diocesi

Carissimi,

con voi desidero rinnovare la vicinanza possibile a coloro che soffrono, in particolare ai malati più gravi, e a coloro che li assistono. È un bisogno di gratitudine sempre nuovo. Siamo certi che il Signore non ci abbandona: è ancor più vicino a coloro che sono soli, nella malattia e in prossimità della morte. Le necessarie cautele mai devono farci trascurare, tuttavia, il ricorso agli aiuti della Grazia divina di cui la Chiesa, madre premurosa, è dispensatrice.

Ricordo a tutti i Suggerimenti per la celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza Covid-19, pubblicati dalla Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana in data 17 marzo, esortando sacerdoti e fedeli ad accoglierli diligentemente.

Visti anche i documenti pubblicati dalla Penitenzieria Apostolica (Decreto circa la concessione di speciali Indulgenze ai fedeli e Nota circa il Sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia), dispongo quanto segue.

  • Ai sensi del can. 961, la facoltà di impartire l’assoluzione generale, senza la previa confessione individuale, negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie, ai malati gravi che non possono essere raggiunti dal confessore, viene concessa ai cappellani degli ospedali e ai facenti funzione, ai cappellani degli Hospices, delle RSA o a chi ha la cura pastorale abituale in queste strutture.
  • Ai medici e operatori sanitari cattolici che assistono i malati gravi, saremmo tanto grati noi pastori se, in assenza del sacerdote, avessero la bontà di compiere un gesto di consolazione, specialmente per i moribondi, tracciando un segno di croce sulla loro fronte e formulando una preghiera di affidamento al Signore.
  • A tutti, pastori e fedeli, ricordo la dottrina e la pratica del “desiderio del perdono sacramentale”: “nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali (cf. CCC, n. 1452)” (Nota della Penitenzieria Apostolica).
  • Raccomando altresì la pratica della “comunione cosiddetta spirituale”, secondo le formule in uso, come espressione del desiderio di poter ricevere l’Eucaristia.
  • In questa situazione che rende ancora incerte le prospettive sui tempi della auspicata ripresa delle attività parrocchiali, sentiti i Confratelli Vescovi della Lombardia, stabilisco che le Messe di Prima Comunione e le Cresime siano rinviate a partire dal mese di settembre, al fine di favorirne la più adeguata e sicura preparazione e celebrazione.
  • Nella prossima settimana verranno date indicazioni circa la celebrazione del Triduo Pasquale.

“Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti” (Decreto della Penitenzieria Apostolica).

Con questi sentimenti di fede, supplico sempre il Signore di liberarci dai mali che ci affliggono e vi benedico nel Suo Nome, ricordandovi quotidianamente alle ore 19 nella cripta della Cattedrale, mentre va compiendosi la quarantena diocesana di preghiera.

+ Maurizio, Vescovo