OMELIA APERTURA PORTA DELLA MISERICORDIA

Basilica Cattedrale Lodi
13-12-2015

1. Il Giubileo è gioia. Lo era per l’antico Israele. È gioia per il nuovo popolo che, per grazia di Cristo, formiamo. Papa Francesco lo ha aperto a Roma sotto lo sguardo dell’Immacolata. Oggi, domenica “gaudete”, i vescovi nelle Cattedrali del mondo spalancano con lui la Porta della Misericordia. Lodi riceve questo dono. Lo accolgano i piccoli e i grandi. Nessuno sia escluso. Sia misericordia per tutti. Chiamati a cantarla in eterno, ora la annunciamo nel tempo che ci è dato da Dio Padre, il cui Figlio è venuto nella carne per liberarci dal peccato e dalla morte! È atteso come “giudice misericordioso” per condurci nel Regno della gioia eterna e universale. La prova del definitivo ritorno è la prima venuta ma anche la sua presenza nei santi misteri, nei poveri, nella storia. Il profeta Sofonia rivela i sentimenti di Dio verso l’uomo: “Gioirà per te …esulterà per te con grida di gioia”. Eppure noi avvertiamo precarietà di ogni genere. L’apostolo Paolo esorta ad essere: “…sempre lieti nel Signore”. Ma noi siamo talora nello scoramento: pur cercando, sempre e comunque, la gioia, siamo incapaci di trovarne la sorgente. È possibile averla in una esistenza come la nostra? Sì, perché “il Signore è vicino”. E ci accorda il perdono da ogni colpa e la remissione di ogni pena, liberandoci dalla infelicità eterna, se con pentimento e amore lo cerchiamo nella Chiesa per intravvederlo ovunque. La vita cristiana è credere al Dio con noi! E alla “pace che può custodire le menti e i cuori in Cristo Gesù”.

2. “Maestro, cosa dobbiamo fare?” Egli, che è la porta, ci confida di avere un fuoco nel cuore, col quale desidera incendiare il mondo. È il fuoco inestinguibile della Divina Misericordia. È il dono permanente del battesimo in Spirito Santo e fuoco, con le sue rinunce e promesse. Ma forse a roderci nell’intimo è la brace mai spenta della inimicizia. Talora impercettibile, si propaga nelle pieghe della coscienza a pregiudicare, dividere e magari colpire persino con la disperazione, dopo avere insinuato il dubbio e la sfiducia su Dio, sugli altri e su noi stessi. Ben diversa è la fatica a credere, che, invece, connota sempre la sequela pur sincera. La misericordia è medicina che si attinge ai sacramenti del perdono e della unzione dei malati per guarire nello spirito e nel corpo.

3. In questo anno leggeremo il libro della misericordia. Vi scorgeremo un Padre, che vuole educarci ad essa. Siamo peccatori, ma chiamati col perdono a scrivere la storia di un popolo che nello Spirito del Risorto qui ha amato e qui vuole amare Dio e i fratelli. Attraversata la porta “Dio ci manderà i suoi poveri, tanti nostri fratelli, che
per grazia ci chiede di amare” (Lg p.25). È quanto vi ho confidato nella Lettera giubilare per incoraggiare la prima tappa dell’Itinerario Pastorale Diocesano.

4. La gioia è cristiana se approda all’Eucaristia. A sei mesi esatti dalla ordinazione di tre sacerdoti, mi è concesso di istituire nel ministero di accoliti due giovani seminaristi: si avvicinano all’Eucaristia disponibili alla incomparabile grazia di poterla celebrare. Non sfugga la concomitante pubblicazione del messaggio papale per la Giornata delle Vocazioni con l’avvio del Giubileo. La vera gioia sta nel dono di sé; nel dare il cuore a chi ha bisogno (miseris cor dare). E’ la priorità giubilare che l’Eucaristia, grazie perfetto di Cristo al Padre con i “suoi”, ci aiuta a realizzare. La gioia si spegne inesorabilmente se non è radicata in essa. Chi non ringrazia si scordi la gioia. Solo ringraziando, le porte si spalancano e la misericordia prende stabile dimora in noi. Così: “L’uscire condiviso con Dio e con i fratelli verso la storia e il rimanere saldi nel mistero della comunione ecclesiale” potranno assegnarci “anche oggi, un posto determinante nella difesa di ogni uomo e donna e della vita integrale cui aspira la famiglia umana, a custodia della pace nel presente, perché il domani possa affacciarsi fin da ora accompagnato dalla speranza per tutti” (Lg p.61).

5. “Misericordiosi come il Padre”: è l’appello del Giubileo a comporre l’oggi della misericordia a Lodi, magari coi segni suggeriti dall’Itinerario Pastorale: chiese aperte, il sacramento della confessione e le opere di carità, lodando la Trinità Santa perché il pellegrinaggio avviato verso l’Umanità con la Creazione e compiuto nella Redenzione, sostenga il nostro pellegrinaggio sulle tracce di Gesù, di Maria e dei Santi. Nel catino absidale della Cattedrale, l’Assunta fatica a staccarsi da terra. Vorrebbe portarci con Sé. Si dispose per Lei un manto ampio e provvidente, come l’indulgenza di Cristo, perché vegliasse come Madre ad evocare quella misericordia, tanto umana perché divina, che il Figlio ha riversato nei cuori con lo Spirito Santo, che in noi grida: Abba’-Padre. È un grido di gioia: tutta eucaristica e misericordiosa. Amen.

Al termine
Grazie a tutti. Al Seminario per gli accoliti. Ai bambini e giovani che hanno preceduto i grandi nel passaggio per la Porta Santa. Ai sofferenti per come ci accompagnano. Alle Autorità che hanno voluto spontaneamente condividere la nostra gioia. Ai sacerdoti, alla commissione giubilare, che ha tanto faticato, e ai rappresentanti delle Parrocchie, che saluterò, insieme ai parroci, dopo Messa nella casa episcopale per consegnare – a chi non ha troppa fretta – la lettera giubilare per la rispettiva comunità. Il testo arriverà per tutti tra qualche giorno. Domani Giubileo delle Carmelitane e martedì degli Sportivi: quasi un segnale perché contemplazione e azione si uniscano come inscindibili sono spirito e corpo nella lode al Signore. Buon Giubileo!