SABATO 7 FEBBRAIO 2026 – Oratorio di Santa Maria Ausiliatrice, Lodi
Dalle 9.30 alle 12.30
«Questo è il tempo dell’essere audaci e creativi» (Evangelii Gaudium, 33).
Parole che risuonano come un invito pressante, soprattutto oggi, quando l’Oratorio si rivela ancora una
volta un luogo privilegiato per sperimentare, sognare, progettare: un vero laboratorio di Chiesa, vivo,
pulsante, capace di generare relazioni e di leggere con intelligenza evangelica ciò che accade.
L’immagine della soglia diventa la nostra chiave di lettura. Stare sulla soglia significa assumere una
posizione di ascolto e di discernimento: non essere completamente dentro, non essere completamente
fuori, ma porsi in quello spazio in cui si possono vedere entrambe le direzioni.
Dalla soglia si scorge ciò che abita l’Oratorio: i volti che lo animano; le risorse preziose che già
possediamo; le fatiche che ci interrogano; i bisogni che emergono lentamente; i sogni ancora inespressi
della nostra comunità educante.
Ma dalla soglia lo sguardo si apre anche verso l’esterno: le trasformazioni del territorio; i linguaggi nuovi
delle giovani generazioni; le fragilità sociali e familiari; le possibilità di collaborazione con realtà civili,
culturali e associative che possono arricchire la vita dell’Oratorio; le domande di senso che emergono
nelle periferie esistenziali che sfioriamo ogni giorno.
È proprio qui, su questo confine abitabile, che l’Oratorio è chiamato a rinnovarsi. A lasciarsi interrogare,
a mettersi in gioco, a creare ponti tra ciò che siamo già e ciò che siamo chiamati a diventare. Perché
sulla soglia non si rimane fermi: si decide se entrare più in profondità o se uscire con più coraggio. In
ogni caso, si sceglie di camminare.
L’Assemblea Diocesana desidera essere questo spazio condiviso: un luogo in cui ritrovarci,
confrontarci, ascoltarci e immaginare insieme il futuro degli Oratori nella nostra Diocesi.
Questi luoghi specifici dell’oratorio sono simbolo di una dimensione/tematica particolare. Per ogni
luogo creeremo un gruppo di lavoro:
• La Cappellina ovvero la dimensione spirituale, vocazionale, liturgica: un luogo dove aprirsi in
modo particolare all’incontro con Gesù, dove coltivare il proprio rapporto con Lui imparando a
pregare. Rappresenta la dimensione vocazionale e spirituale dell’oratorio, il suo essere luogo di
crescita umana e cristiana, di accompagnamento nello scoprire e coltivare la propria
vocazione.
• Il Cortile ovvero la dimensione dell’incontro: il cortile è di luogo passaggio, lo si attraversa per
raggiungere altre zone dell’oratorio e ci si incrocia al volo. Ma è anche il luogo in cui ci si può fermare a fare quattro chiacchiere: rappresenta le relazioni informali, i legami che si instaurano
cominciando a parlare di argomenti leggeri e diventano via via più forti e stabili. (intercultura)
• I Campi sportivi ovvero la dimensione sportiva: lo sport è un ingrediente che non è mai mancato
all’interno dell’oratorio. Quanti tornei di pallavolo, basket, calcio organizzati nei nostri oratori.
Quante partite giocate ogni pomeriggio. Quante le società sportive presenti nei nostri oratori. I
campi rappresentano la possibilità di mettersi in gioco e sperimentare i valori preziosi che lo
sport insegna: il rispetto, l’onestà, la lealtà, l’impegno.
• Le Aule 1 ovvero i cammini di catechesi: i cammini di catechesi di bambini e ragazzi di tutte le
età, che trovano spazio nelle aule, sono una parte importante e consistente della vita dei nostri
oratori. Declinati in giorni, orari, forme diverse, sono però una costante che accomuna tutti.
Rappresentano il tempo dedicato alla canoscenza e all’approfondimento dei contenuti e valori
della fede cristiana.
• Le Aule 2 ovvero la gestione della ferialità: come noto, i vari ambienti che abbiamo a
disposizione in oratorio sono polivalenti e “cambiano pelle” a seconda delle esigenze e della
creatività di chi abita l’oratorio e del periodo dell’anno: dal doposcuola ai laboratori per lavoretti
e biscotti natalizi, dalle prove dei canti del coro bimbi alle aule studio per gli universitari.
Rappresentano il desiderio di gestire la ferialità, con tutte le sue problematiche e potenzialità,
per tornare a vivere l’oratorio nel quotidiano.
• Il Salone ovvero il coinvolgimento della comunità: più o meno grande, più o meno attrezzato, il
salone è quello spazio che si presta ad ospitare le attività più variegate a seconda di come è
strutturato e di come l’impegno e la fantasia delle persone riescono a trasformarlo: varie feste
a tema, pomeriggi animati, rappresentazioni teatrali, tombolate, pesca di beneficenza,
mercatino… Il salone rappresenta un’occasione per coinvolgere a vario titolo tutta la comunità.
• Il Bar ovvero i volontari: numerose persone dedicano tempo ed energie come volontari nei nostri
oratori, facendo turni al bar, pulizie, gestendo momenti di convivialità, intervenendo nella
manutenzione ordinaria. Il bar rappresenta il desiderio di far riscoprire il senso del servizio, per
trovare sempre nuove persone che ancora credono nel progetto oratorio e scelgono di spendersi
per esso, magari come forma di restituzione per tutto ciò che hanno ricevuto.
IMPORTANTE:
1- Compila il form che trovi cliccando su questo link https://forms.gle/74a6YFgncwGs4qUG8 per
iscriverti all’assemblea e segnalarci in quale gruppo di lavoro desideri essere inserito.
2- Chiediamo anche ad ogni oratorio di mandare una fotografia del proprio ingresso (soglia) in
formato orizzontale e di buona qualità entro e non oltre il 20 gennaio a upg@diocesi.it
Vi aspettiamo
L’upg
