Spetta a noi annunciare la speranza

Introduzione del vescovo al libro sinodale

“… Lo Spirito Santo e noi” (At 15,28)

È questa la divina parola che ha ispirato il Sinodo XIV della Chiesa di Lodi e ne costituisce il sigillo all’atto di promulgarne le costituzioni. Era già risuonata nell’itinerario pastorale dal titolo: “Nello Spirito del Risorto”, che, nel 2015, a cinquant’anni dalla conclusione della “novella Pentecoste” rappresentata dal Concilio Ecumenico Vaticano II, aveva aperto il triennio di riappropriazione della sua eredità. Abbiamo percorso sentieri di misericordia, comunione e missione, esplicitati in tre lettere pastorali (“Misericordiosi come il Padre nella Chiesa di Lodi” per l’anno 2015-16; “In memoria di Me” relativa al 2016-17; “…per il mondo” per il 2017-18). Hanno fatto seguito l’anno del ripensamento (2018-19: “al ripensarci è divampato il fuoco”, salmo 39,4); e quello pre-sinodale (2019-20), i cui tratti vennero indicati nella lettera “Insieme sulla Via”, pubblicata dopo l’annuncio del Sinodo diocesano, nel quale sarebbe confluita la Visita pastorale. Condotta in tutte le parrocchie e organismi ecclesiali, ma anche in contesti laici, essa si è conclusa in un quinquennio nella “dominica gaudete” 2019.  La preparazione all’evento sinodale si intensificò (…ora possiamo riconoscerlo!) nella dolorosa esperienza pandemica, segnalata dalle parole: “tra memoria e futuro”, e dalle schede che l’hanno sintetizzata integrando la prospettiva iniziale. Così, dopo l’ulteriore consultazione a completamento di quella operata nella visita pastorale, il Sinodo si è tenuto, nel conforto appassionato e autorevole offerto dal Santo Padre alla Chiesa intera, dalla domenica 17 ottobre 2021 alla solennità dell’Annunciazione del Signore il 25 marzo 2022.

Glorificare Cristo:  Vangelo ed Eucaristia

“E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo”: fu papa Francesco ad esprimersi così la sera dell’elezione (13 marzo 2013), facendo eco alla Chiesa di Cristo, che nel Concilio aveva invocato il Dono dall’Alto per glorificare il Signore Crocifisso e Risorto, Datore di Spirito Santo. È quanto ha compiuto in Sinodo anche il popolo laudense col vescovo, celebrando l’Eucaristia di inizio e conclusione, e aprendo con fede l’Evangeliario in ogni Sessione affinché la benedizione divina rifluisse in abbondanza sulla diocesi e sulla società lodigiana. Popolo e vescovo hanno rinnovato l’adesione al magistero conciliare, al suo impianto biblico e teologico, particolarmente circa Cristo e la Chiesa. Ma hanno accolto anche i successivi insegnamenti papali ed ecclesiali, evidenziati peraltro dall’esortazione apostolica Evangelii gaudium e dalla Commissione Teologica Internazionale nel documento dedicato a “La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa”, la cui pubblicazione venne autorizzata dal papa il 2 marzo 2018. L’auspicio è che il Vangelo giunga a tutti, nel cambiamento d’epoca attuale, tra le persone e le cose su questa terra che tanto amiamo (cfr titolo del sinodo), con la passione dei Santi e le Sante lodigiani, dei pastori antichi quali Bassiano e Alberto, e di quelli più vicini, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, che visitarono tutti la Chiesa di Lodi: da patriarca di Venezia papa Roncalli (il 27 settembre 1958, un mese prima dell’elezione pontificia); diverse volte papa Montini da Arcivescovo Metropolita di Milano e papa Wojtyla trent’anni or sono (il 20 giugno 1992).

Libertà nella carità

Come nel primo Sinodo di Gerusalemme (At 15,1-29), pastori e popolo sono chiamati ad intraprendere le vie più consone al Vangelo, vagliando opportunità, precarietà e tensioni, al fine di collaborare all’edificazione della chiesa e della comunità umana nell’unità e nella pace, che al presente sono dolorosamente compromesse in Ucraina e in altre parti del mondo. Spetta ai cristiani di annunciare la “speranza contro ogni speranza” (Rm 4,18) nella tribolazione della storia. Li sostiene la certezza pasquale, che la Madre di Dio e nostra custodisce per tutti indicando la via da percorrere insieme (cfr preghiera sinodale). È la via della libertà cristiana, che non impone il giogo di alcuna schiavitù (cfr Gal 5,1) raccomandando però di ricordarsi dei poveri (cfr ivi 2,10). Nella scrittura, infatti, la colletta per la Chiesa di Gerusalemme è qualificata come servizio, benedizione, amore, grazia e persino liturgia (cfr 2Cor 9).  Il culto è vita per i fratelli e le sorelle, tutti, nell’inscindibile comandamento nuovo dell’amore a Dio e al prossimo. La Chiesa di Lodi rende grazie per l’esperienza sinodale, affrettando i passi verso “il regno di Dio… è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Rm 14,17). Ed è pronta, con papa Francesco, a fare Sinodo nella Chiesa universale narrando le opere del Signore e interpretando con sapienza e profezia i segni dei tempi per essere memoria e futuro di nuova umanità.

È questa la via della santità in Cristo da perseguire nella carità.

Lodi, 4 giugno 2022,

vigilia di Pentecoste