«Nel luogo in cui [Ambrogio] giaceva, mentre stava in preghiera col suddetto vescovo [Bassiano], aveva visto il Signore Gesù venire a lui e sorridergli.»
(Paolino da Nola, Vita Ambrosii 47)
L’epigrafe sepolcrale del vescovo Bassiano consente di collocare la data della sua nascita nel 319, l’inizio del servizio episcopale il 19 gennaio del 374 e la morte nel febbraio 409. La Vita del santo, stabilizzata dall’epoca del vescovo Andrea (970-1002), lo dice originario di Siracusa e narra la sua giovinezza a Roma, dove incontra la fede cristiana e riceve il battesimo.
Trasferitosi a Ravenna, in cerca della fuga mundi, compie diversi segni prodigiosi, tra cui il miracolo della cerva e dei suoi piccoli, divenuto tipico della sua iconografia. Viene quindi eletto vescovo di Laus Pompeia oggi Lodi Vecchio.
La ricerca storiografica conferma nella sostanza questi dati, riconoscendo in Bassiano uno dei protagonisti dell’epoca dei primi concili ecumenici. Noto alla Chiesa di Roma, viene inviato nella regione di Mediolanum, dove il vescovo Aussenzio è paladino dell’Arianesimo. Il 7 dicembre 374 con l’elezione di Ambrogio (340-397) a vescovo di Milano inizia un nuovo corso ecclesiale anti-ariano. Ambrogio e Bassiano sono protagonisti al Concilio di Aquileia (381): sono i primi firmatari della lettera sinodale, a testimonianza della comune lotta per la fede nicena.
L’amicizia tra Bassiano e Ambrogio si consolida negli anni, dalla consacrazione della basilica dedicata agli Apostoli a Laus Pompeia (387), fino alla fraternità spirituale che fa di Bassiano il confidente delle ultime volontà di Ambrogio morente.
