Sinodo, quarta sessione: si vota per due capitoli

Appuntamento aperto questa domenica dall’arcivescovo Delpini. Coinvolta tutta la diocesi

Oggi in Cattedrale (a partire dalle 15) si terrà la quarta sessione sinodale. All’inizio la preghiera e l’intronizzazione del vangelo, che saranno presiedute dal Metropolita, l’arcivescovo Mario Delpini, il quale rivolgerà la sua parola ai sinodali. Ogni Sinodo coinvolge l’intera diocesi nella sua apertura interecclesiale, in cammino come siamo col Papa verso il Sinodo della Chiesa universale per un dialogo costruttivo con la società globale. Ciascuna sessione ospita una figura laica o rappresentanze ecumeniche o interreligiose del territorio. Oggi tocca al matematico lodigiano, professor Alfio Quarteroni, del Politecnico di Milano, Accademico dei Lincei e dell’Accademica Europea delle Scienze. Poi si voteranno i capitoli 1 e 2 dello Strumento di Lavoro. La precedente (terza sezione) si è svolta il 7 novembre e il dibattito in Cattedrale ha occupato i sinodali per più di quattro ore, un’esperienza di reale ascolto, vissuto nel rispetto, con ordine e competenza, con riflessioni puntuali e propositive. Costante è la dimensione di orante accoglienza di Cristo Maestro, affinché sia presente nello Spirito Santo tra quanti sono riuniti nel suo nome.

«L’intento del Sinodo – ha ricordato il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti -, è quello di riscrivere oggi la parola buona del Vangelo, mettendo il nostro “io” al servizio del “noi” ecclesiale e facendo della Terra, la casa comune e ospitale dove tutti ci riconosciamo fratelli e sorelle».

Siamo, a partire dall’Eucarestia, «il corpo di Cristo chiamato a fare corpo col mondo». Ai giovani sinodali, Malvestiti ha raccomandato di trascinare i coetanei e la società su sentieri di nuova umanità, senza mai perdersi d’animo «perché Cristo non merita i nostri lamenti, ma piena fiducia». L’Assemblea ha ricevuto il saluto della dottoressa Luisella Lunghi del Centro Regionale di servizio di volontariato. Temi, sottolineature, modifiche, integrazioni emerse sui tre capitoli in oggetto e già riformulati alla luce dei lavori di gruppo hanno confermato le prospettive confluite nello Strumento di Lavoro.

È emersa l’opportunità di aderire alla richiesta di perdono per le infedeltà commesse dai membri della Chiesa; di valorizzare l’impegno dei laici; si è insistito sulla tematica della conversione ecologica “integrale”, che coinvolga strutture e scelte parrocchiali, e sulla centralità dei poveri, con gli immigrati riconosciuti quale risorsa, senza mai dimenticare la pastorale giovanile.

di Giacinto Bosoni

Leggi anche su Avvenire (.PDF);

Condividi su