La Quaresima è autentica solo se diventa carità che si dilata

“Ritornate a me con tutto il cuore”. Dal profeta Gioele è partito il messaggio del vescovo per il Mercoledì delle Ceneri, che ieri alle 18 ha aperto il tempo di Quaresima. «Lo scorso anno questa stessa parola è risuonata nella cattedrale vuota. Il silenzio faceva eco allo smarrimento, mentre veniva istituita la prima zona rossa nel mondo occidentale – ha ricordato monsignor Maurizio Malvestiti -. Non pensavamo si protraesse così a lungo l’esperienza di isolamento. Le vittime, ad una ad una col proprio nome sono ora attorno all’altare del Signore». E ha aggiunto: «Abbiamo compreso che è possibile camminare insieme sulla via, verso la Pasqua, quella annuale e quella eterna di cui è profezia ogni Quaresima. Quaresima e Quarantena sono vicine linguisticamente e ci aiutano ad affrontare la ferita che noi tutti abbiamo nel cuore. Una ferita aperta che non possiamo, da credenti, dimenticare». Ha fatto notare: «Sembrava anacronistico contestare le possibilità ostentate dalla società. Invece siamo piombati nella completa paralisi, con l’umiliazione del nostro progresso e persino della scienza, alla quale riserviamo rispetto e fiducia, tuttavia scienza e progresso sono apparsi impreparati e impotenti. L’amore del Crocifisso Risorto ha invece mantenuto il suo compassionevole silenzio, attorno a cui si ricompone sempre l’unità. Ed è il Crocifisso a dirci che la prova, la più impensabile, può addirittura diventare un tempo favorevole se non perdiamo la fiducia in lui. Dal Golgota dell’abbandono più inaccettabile, simile a quello di coloro che furono sottratti ai propri cari dalla malattia contagiosa, Egli paradossalmente proclama: ecco ora il giorno della salvezza. È la certezza di risurrezione che avvertivo alle porte chiuse dei cimiteri». Per primo il vescovo ha ricevuto le Ceneri, impostegli da monsignor Domenico Mor Stabilini presidente del Capitolo della cattedrale. Quindi sacerdoti, diaconi e fedeli.
«L’austero rito delle Ceneri ricorda che tutto va in polvere, senza Dio. Lui ci ha chiamato alla fraternità universale, alla carità. La prima carità è la tutela della salute pubblica, auspicando un’efficace campagna di vaccinazione e la più responsabile partecipazione da parte nostra. Ma anche la carità che pensa alla salute dello spirito, da curare caparbiamente: la pandemia ci ha mostrato che la vita regge solo nella pienezza di ambedue questi doni che compongono inscindibilmente la nostra persona. La Quaresima è autentica solo se diventa carità che si dilata». Per la Quaresima 2021, il gesto promosso dal vescovo guarda al completamento degli arredi della Casa San Giuseppe, dormitorio per i senza dimora. Non è mancata la preghiera per la visita di Papa Francesco in Iraq e la Preghiera per il Sinodo, pronunciata per la prima volta e affidata in particolare alle parrocchie. Al termine il vescovo ha salutato i numerosi fedeli e particolarmente ragazzi e giovani della cattedrale, degli scout e gli studenti dell’Azione cattolica chiedendo di augurare a tutti buona Quaresima.

Testo dell’articolo di Raffaella Bianchi de Il Cittadino del 18 febbraio 2021