Settima Santa dei Giovani

Quest’anno, dal 1985, è la prima GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) ed essere celebrata in quarantena: oggi non possiamo riunirci nella nostra Cattedrale col Vescovo Maurizio, in un abbraccio fisico tra di noi. Ma possiamo sentirci uniti nella preghiera: preghiamo per il mondo ferito, come giovani che hanno a cuore l’umanità.

Ecco il link ai video delle 4 tappe:

INGRESSO A GERUSALEMME
(da sabato 4 aprile)
EUCARESTIA
(da mercoledì 8 aprile)
CROCE
(da giovedì 9 aprile)
RISURREZIONE
(da sabato 11 aprile)

 

E’ possibile rivedere qui il video, predisposto dall’Ufficio per la Pastorale Giovanile della diocesi, con una gallery dei momenti delle precedenti Giornate Mondiali della Gioventù vissute dai giovani della nostra diocesi:

 

Scarica qui il testo del momento di preghiera in formato .PDF o consultalo direttamente qui. Può essere utilizzato individualmente o nei gruppi collegati in via telematica:

 

Accogliamo la Parola, guidati dalle parole del Papa. Guardiamo al Signore della Vita: la nostra fiducia in Lui è sempre – oggi più che mai – ben riposta.

Preghiamo col Salmo 26.

Facciamo nostre le parole di Davide, il giovane Re di Israele: speriamo nel Signore, siamo forti, e il nostro cuore si rinfranchi. Il Signore è il nostro aiuto!

Preghiera di fiducia in Dio nei pericoli

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»;
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,11-17)

In seguito Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: “Non piangere!”. Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Ragazzo, dico a te, аlzati!”. Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi”, e: “Dio ha visitato il suo popolo”. Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Di seguito trovi alcuni passaggi del messaggio di Papa Francesco per la Gmg. Leggili con calma; lasciati provocare dalle domande che rivolge ai giovani e dagli altri spunti che ti suggeriamo.

Dal Messaggio di Papa Francesco per la XXXV Giornata Mondiale della Gioventù:

Questo brano ci racconta come Gesù, entrando nella cittadina di Nain, in Galilea, s’imbatte in un corteo funebre che accompagna alla sepoltura un giovane, figlio unico di una madre vedova. Gesù, colpito dal dolore straziante di questa donna, compie il miracolo di risuscitare suo figlio. Ma il miracolo giunge dopo una sequenza di atteggiamenti e di gesti: «Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: “Non piangere!”. Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono» (Lc 7,13-14). Fermiamoci a meditare su alcuni di questi gesti e parole del Signore.

1- Vedere il dolore e la morte – Avere pietà

Gesù pone su questa processione funebre uno sguardo attento e non distratto. In mezzo alla folla scorge il volto di una donna in estrema sofferenza. Il suo sguardo genera l’incontro, fonte di vita nuova. Non c’è bisogno di tante parole.

E il mio sguardo, com’è? Guardo con occhi attenti, oppure come quando sfoglio velocemente le migliaia di foto nel mio cellulare o i profili social?

 

Penso a tante situazioni negative vissute da vostri coetanei. C’è chi, per esempio, si gioca tutto nell’oggi, mettendo in pericolo la propria vita con esperienze estreme. Altri giovani invece sono “morti” perché hanno perso la speranza. C’è chi vivacchia nella superficialità, credendosi vivo mentre dentro è morto (cfr Ap 3,1). Ci si può ritrovare a vent’anni a trascinare una vita verso il basso, non all’altezza della propria dignità. Gli atteggiamenti negativi possono essere provocati anche
dai fallimenti personali, quando qualcosa che stava a cuore, per cui ci si era impegnati, non va più avanti o non raggiunge i risultati sperati. Lascio a voi di riflettere personalmente e prendere coscienza di ciò che ha causato “morte” in voi o in qualcuno a voi vicino, nel presente o nel passato. Nello stesso tempo, ricordate che quel ragazzo del Vangelo, che era morto per davvero, è tornato in vita perché è stato guardato da Qualcuno che voleva che vivesse. Questo può avvenire ancora oggi e ogni giorno. In tante occasioni voi giovani dimostrate di saper con-patire. Cari giovani, non lasciatevi rubare questa sensibilità! Possiate sempre ascoltare il gemito di chi soffre; lasciarvi commuovere da coloro che piangono e muoiono nel mondo di oggi. «Certe realtà della vita si vedono soltanto con gli occhi puliti dalle lacrime» (Christus vivit, 76). Se saprete piangere con chi piange, sarete davvero felici. Tanti vostri coetanei mancano di opportunità, subiscono violenze, persecuzioni. Che le loro ferite diventino le vostre, e sarete portatori di speranza in questo mondo. Potrete dire al fratello, alla sorella: «Alzati, non sei solo», e far sperimentare che Dio Padre ci ama e Gesù è la sua mano tesa per risollevarci.


Intorno a noi, ma a volte anche dentro di noi, incontriamo realtà di morte: fisica, spirituale, emotiva, sociale. Ce ne accorgiamo o semplicemente ne subiamo le conseguenze? C’è qualcosa che possiamo fare per riportare vita?

2- Avvicinarsi e toccare – “Giovane, dico a te, alzati!”

Gesù ferma il corteo funebre. Si avvicina, si fa prossimo. La vicinanza si spinge oltre e si fa gesto coraggioso affinché l’altro viva. Gesto profetico. È il tocco di Gesù, il Vivente, che comunica la vita. È il tocco del Divino, che passa anche attraverso l’autentico amore umano e apre spazi impensabili di libertà, dignità, speranza, vita nuova e piena. L’efficacia di questo gesto di Gesù è incalcolabile. Esso ci ricorda che anche un segno di vicinanza, semplice ma concreto, può suscitare forze di  risurrezione. Sì, anche voi giovani potete avvicinarvi alle realtà di dolore e di morte che incontrate, potete toccarle e generare vita come Gesù. Questo è possibile, grazie allo Spirito Santo, se voi per primi siete stati toccati dal suo amore, se il vostro cuore è intenerito per l’esperienza della sua bontà verso di voi. Allora, se sentite dentro la struggente tenerezza di Dio per ogni creatura vivente, specialmente per il fratello affamato, assetato, malato, nudo, carcerato, allora potrete avvicinarvi come Lui, toccare come Lui, e trasmettere la sua vita ai vostri amici che sono morti dentro, che soffrono o hanno perso la fede e la speranza. Gesù parla a te, a me, a ognuno di noi, e dice: “Alzati!”. Sappiamo bene che anche noi cristiani cadiamo e ci dobbiamo sempre rialzare. Solo chi non cammina non cade, ma non va nemmeno avanti. Per questo bisogna accogliere l’intervento di Cristo e fare un atto di fede in Dio. Il primo passo è accettare di alzarsi. La nuova vita che Egli ci darà sarà buona e degna di essere vissuta, perché sarà sostenuta da Qualcuno che ci accompagnerà anche in futuro senza mai lasciarci, aiutandoci a spendere questa nostra esistenza in modo degno e fecondo.

Ti sei mai sentito “toccato” da Gesù? Questo incontro ha cambiato qualcosa in te? Credi di poter essere anche tu un segno di vita per qualcuno?

3- La nuova vita da “risorti”

La prima reazione di una persona che è stata toccata e restituita alla vita da Cristo è esprimersi, manifestare senza paura e senza complessi ciò che ha dentro, la sua personalità, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi sogni. Con questo messaggio vorrei anche lanciare, insieme a voi giovani, la sfida di una svolta culturale, a partire da questo “Alzati!” di Gesù. In una cultura che vuole i giovani isolati e ripiegati su mondi virtuali, facciamo circolare questa parola di Gesù: “Alzati!”. È un invito ad aprirsi a una realtà che va ben oltre il virtuale. Ciò non significa disprezzare la tecnologia, ma utilizzarla come un mezzo e non come un fine. “Alzati” significa anche “sogna”, “rischia”, “impegnati per cambiare il mondo”, riaccendi i tuoi desideri, contempla il cielo, le stelle, il mondo intorno a te. “Alzati e diventa ciò che sei!”. Una giovane ha detto: “Ti alzi dal divano se vedi qualcosa di bello e decidi di farlo anche tu”. Ciò che è bello suscita passione. E se un giovane si appassiona di qualcosa, o meglio, di Qualcuno, finalmente si alza e comincia a fare cose grandi; da morto che era, può diventare testimone di Cristo e dare la vita per Lui.

Cari giovani, quali sono le vostre passioni e i vostri sogni? Fateli emergere, e attraverso di essi proponete al mondo, alla Chiesa, ad  altri giovani, qualcosa di bello nel campo spirituale, artistico, sociale.

 

Ascolta “Alla porta del Cielo” dei Reale

https://www.youtube.com/watch?v=fR8C4a-HzXo

Con le paure i dubbi e questa carne debole
con la mia fragilità,
Ho costruito e son caduto in mille trappole
pur di un po’ di libertà
e in quel mio buio Ti sei rivelato fino a condurmi qua…

Voglio ricominciare da zero, attraversando la porta del cielo

e urlare al mondo spaventato e deluso,
puoi sperare ancora esiste il paradiso.
Voglio ricominciare davvero, attraversando la porta del cielo
Padre trasforma ogni peccato in sorriso,
e facci arrivare tutti in paradiso.

Vogliamo essere ordinaria straordinarietà,
luci nell’oscurità
e testimoni della Tua misericordia
nella quotidianità,
ed anche chi sembra più lontano
Ti si avvicinerà

Voglio ricominciare da zero, attraversando
la porta del cielo
e urlare al mondo spaventato e deluso
puoi sperare ancora esiste il paradiso
Voglio ricominciare davvero,
attraversando la porta del cielo
Padre trasforma ogni peccato in sorriso
e facci arrivare tutti in paradiso

Più cado giù, più sei con me (x3)
dammi la forza di essere un dono di pace per chi è attorno a me.

Voglio ricominciare da zero, attraversando la porta del cielo
e urlare al mondo spaventato e deluso
puoi sperare ancora esiste il paradiso
Voglio ricominciare davvero, attraversando la porta del cielo
Padre trasforma ogni peccato in sorriso
e facci arrivare tutti in paradiso

 

Preghiamo per i giovani diciannovenni:

oggi nella nostra Cattedrale avrebbero professato la loro fede, davanti al nostro Vescovo e ai giovani di tutta la Diocesi. Uniti a loro nello Spirito rinnoviamo la nostra fede, giunta a noi da tempi lontani, ed oggi forse provata dagli eventi che ci colpiscono e causano tanto dolore.

Quando non riesco a sentire che Dio mi è Padre
Credo, Signore. Aiutami nella mia incredulità!
Quando non sono sicuro che Gesù cammina sempre al mio fianco
Credo, Signore. Aiutami nella mia incredulità!
Quando non voglio mettermi in ascolto dello Spirito, che soffia sempre in me
Credo, Signore. Aiutami nella mia incredulità!
Quando della Chiesa colgo solo quello che non va
Credo, Signore. Aiutami nella mia incredulità!

 

Concludi con la preghiera di affidamento a Maria:

Preghiamo dunque Maria per la Chiesa, affinché sia sempre madre dei suoi figli che sono nella morte, piangendo e invocando la loro rinascita. Per ogni suo figlio che muore, muore anche la Chiesa, e per ogni figlio che risorge, anch’essa risorge. Ci rivolgiamo a lei con le parole di San Giovanni Paolo II, di cui abbiamo da poco ricordato il 15esimo anniversario della nascita al Cielo.

Maria, Madre della speranza,
cammina con noi!
Insegnaci a proclamare il Dio vivente;
aiutaci a testimoniare Gesù, l’unico Salvatore;
rendici servizievoli verso il prossimo,
accoglienti verso i bisognosi,
operatori di giustizia,
costruttori appassionati
di un mondo più giusto;
intercedi per noi che operiamo nella storia
certi che il disegno del Padre si compirà.

Aurora di un mondo nuovo,
mostrati Madre della speranza e veglia su di noi!
Veglia sulla Chiesa in Europa e nel mondo:
sia essa trasparente al Vangelo;
sia autentico luogo di comunione;
viva la sua missione
di annunciare, celebrare e servire
il Vangelo della speranza
per la pace e la gioia di tutti.

Regina della pace
Proteggi l’umanità del terzo millennio!
Veglia su tutti i cristiani:
proseguano fiduciosi sulla via dell’unità,
quale fermento
per la concordia del Continente.

Veglia sui giovani,
speranza del futuro,
rispondano generosamente
alla chiamata di Gesù.
Veglia sui responsabili delle nazioni:
si impegnino a costruire una casa comune,
nella quale siano rispettati
la dignità e i diritti di ciascuno.

Maria, donaci Gesù!
Fa’ che lo seguiamo e lo amiamo!
Lui è la speranza della Chiesa,
dell’Europa e dell’umanità.
Lui vive con noi, in mezzo a noi,
nella sua Chiesa.

Con Te diciamo
« Vieni, Signore Gesù » (Ap 22, 20):
Che la speranza della gloria
infusa da Lui nei nostri cuori
porti frutti di giustizia e di pace!

(Giovanni Paolo II – Ecclesia in Europa, 125)