Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Tre personaggi di una famiglia singolare dove si intrecciano profondi legami umani che trovano consistenza e fondamento nel legame con Dio. Il riferimento è sempre oltre, perché nessuna delle tre figure si riduce alla sua apparenza, ma ciascuna emerge da un orizzonte più ampio: Giuseppe rimanda alla paternità divina, la madre Maria genera in forza dello Spirito Santo, il figlio Gesù è in realtà Figlio di Dio. Giuseppe è modello di paternità quando assume le sue responsabilità di tutela dell’incolumità della famiglia a lui affidata: non esita a rischiare per mettere in sicurezza la vita dei suoi cari, interpretando segni e avvertimenti che gli pervenivano e accompagnando in faticose peregrinazioni, che puntualmente danno compimento alle profezie della Scrittura: “Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”; “Sarà chiamato nazoreo”. Egli è un timorato di Dio, dal quale si lascia ispirare per esercitare una paternità che mette a segno i suoi piani. In questo Giuseppe è rimando vivente a una paternità superiore, cui si riferirà il figlio Gesù quando, interrogato dalla madre, risponderà che deve attendere alle cose del Padre suo, il “Padre di ogni paternità”.
Maria, la madre, manifesta la sua premura materna nella vicinanza ad Elisabetta, condivide le scelte dello sposo nelle peripezie avventurose per la salvezza del neonato, si lascia coinvolgere anche nei propri stati d’animo rispetto allo smarrimento del Figlio nel Tempio (“angosciati ti cercavamo”), ma maternamente rigenera le sensazioni in sé (“custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”), per scoprire continuamente la novità del suo Figlio. E da questi atteggiamenti Gesù viene educato: si forgia la sua personalità assimilando i tratti espressi dal vissuto familiare dei suoi genitori terreni. La felicità contagiosa del Magnificat che promana dall’esperienza di questi genitori risponde alla logica del dono di sé, mirabilmente espressa in Gesù. Non si percepisce mai in Giuseppe frustrazione, bensì fiducia. Il suo persistente silenzio non tradisce lamentela, ma genera gesti coraggiosi. Così Maria non è risentita dall’atteggiamento distaccato del Figlio ormai dedito alla sua missione: piuttosto fa convergere tutto e tutti su di lui, fino alla fine. Ogni vera vita credente nasce dal dono di sé, non riducibile al solo sacrificio. Un padre, una madre, un figlio. Non semplici ruoli, ma laboratorio di affetti e di maturazione della personalità di ciascuno, in un gioco di squadra che attinge ad una sorgente da cui si lascia irrorare, quella divina. La famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria è ancora fonte di ispirazione per affrontare le sfide poste oggi alla famiglia; sfide grandi, a volte apparentemente insormontabili. Per rilanciare un volto, più che “tradizionale”, “evangelico” della famiglia.
