Il quarto Vangelo ci offre il punto di vista del Battista, la sua testimonianza, sull’evento del battesimo di Gesù: “Ho contemplato lo Spirito discendere e rimanere su di lui”. Giovanni Battista si considera totalmente relativo a Gesù. Egli attesta che la sua missione di battezzare nell’acqua ha un mandato preciso, ispirato dall’alto: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. Egli conosceva Gesù come persona degnissima e per questo resta sorpreso della sua venuta, confuso tra i penitenti, ad immergersi nelle acque del Giordano per un gesto penitenziale. Lo conosceva come persona assolutamente stimabile, che non necessitava della penitenza predicata. Ma non lo conosceva come Messia. Giovanni sa che il suo compito è provvisorio e tutto relativo alla manifestazione del Messia. Un messaggio dall’alto gli aveva offerto un indizio inconfondibile: è “Colui sul quale vedrai posarsi lo Spirito”. E sa che anche il suo battesimo nell’acqua è incompleto; avrà il suo compimento nel battesimo amministrato da Colui che diventerà fonte dello Spirito. Cioè da Gesù, manifestato nel battesimo al Giordano dimora permanente dello Spirito.
La testimonianza offerta da Giovanni sul battesimo di Gesù al Giordano segna, nella missione del precursore, la tappa importante della individuazione del Messia nella persona di Gesù. E allo stesso tempo Giovanni coglie l’identità profonda del Messia, secondo la prospettiva profetica di Isaia, determinante per una interpretazione corretta della sua persona. Gesù potrà così far propria la profezia di Isaia: “lo Spirito del Signore è sopra di me”, perché ciò è avvenuto nel battesimo al Giordano. Ugualmente egli è l’Agnello di Dio, come attesta qui Giovanni. L’immagine rimanda alla figura dell’ “agnello condotto al macello” descritto dai canti sul servo di Dio del profeta Isaia. Richiama anche la figura dell’agnello pasquale della notte dell’Esodo. Allude pure all’agnello del sacrificio quotidiano di espiazione e di comunione che si teneva nel tempio. La missione così impegnativa di Agnello di Dio, Servo di Dio, Figlio di Dio è assicurata e animata dalla potenza dello Spirito. E lì in quell’evento al Giordano trova compimento il gesto del battesimo, perché l’acqua che lava e purifica l’umanità ha trovato nello Spirito che dimora in Gesù la sua fonte perenne e prodigiosa. Questo stesso Spirito sarà comunicato alla vita di quanti si affideranno a Gesù con una conversione che non sarà semplicemente un gesto di penitenza, ma un’adesione alla fonte di vita piena, un battesimo nello Spirito.
Ad ogni rimando all’Agnello di Dio nella liturgia, ci viene riproposta la testimonianza del Battista, con la sua sensibilità straordinaria allo Spirito, di cui ha gioito fin dal seno materno; con la sua fedeltà alla Scrittura profetica, lui ultimo dei profeti dell’Antica Alleanza; con la sua ammirazione e amicizia per Gesù, lui testimone segnato da eccezionale umiltà.
