Il vescovo Maurizio ha incontrato alla BPL i ragazzi e le ragazze cresimandi

Una festa con ottocento cresimandi

"Facciamoci le domande giuste"

Un cuore acceso dalla carità. Domenica scorsa, S.E. Mons. Maurizio Malvestiti ha incontrato ottocento cresimandi di Lodi e dei vicariati di Lodi Vecchio, San Martino in Strada, Sant’Angelo Lodigiano e delle parrocchie di Casalpusterlengo e Zorlesco, durante una festa illuminata dalla luce della carità (domenica prossima si replica con gli altri vicariati).

Nella cornice dell’auditorium della Banca Popolare di Lodi i ragazzi, con i catechisti, hanno vissuto un pomeriggio di condivisione e partecipazione. La prima cosa da ricordare in questo incontro che vi prepara alla Cresima, ha detto il vescovo Maurizio, è che la vita ha bisogno di domande: «Se non abbiamo domande, la vita si annoia e si spegne, ma non dobbiamo fare domande vuote. Dobbiamo domandare ciò che conta, il desiderio che tutti portiamo nel cuore, ovvero quello di vivere felici nell’amore e nella vita eterna ». Non si domanda, però, ciò che è grande e bello per la nostra vita al primo che passa:

«Dobbiamo scegliere coloro a cui fare domande: i veri maestri sono i testimoni che fanno quello che dicono, non chi racconta solo frottole, chi illude promettendo cose facili che poi non arrivano. Dobbiamo fidarci di chi dà la vita»

ha detto il vescovo ai ragazzi. «Dobbiamo domandare a Gesù ciò che conta nella vita perché lui, allargando le sue braccia sulla Croce, ha rivolto un abbraccio a tutta l’umanità. Un abbraccio di perdono, amore e di vita eterna. È lui il buon Samaritano». E quale messaggio ha lasciato la parabola del Vangelo di Luca ai cresimandi? «Oggi il buon Samaritano vi direbbe – ha proseguito monsignor Malvestiti -: non fate giratevi dall’altra parte anziché soccorrere chi è in difficoltà. Il Signore oggi vi chiede di soccorrere chi è nel dolore con l’olio della consolazione e il vino della speranza». Senza andare lontano: nella vostra stessa scuola qualcuno può essere lasciato solo ma la gioia è insicura se non è per tutti. Accolti e animati dall’equipe di pastorale giovanile i cresimandi sono stati coinvolti in un gradevole pomeriggio.

«Oggi abbiamo acceso quattro luci che non sono solo interruttori, ma scelte – hanno detto don Enrico Bastia e don Mario Bonfanti, che hanno condotto l’evento, accompagnati dalla musica dei Pepper Mind –. Il primo tasto: pregare. Senza Dio la carità diventa solo buona educazione. Poi, interessatevi, per non credere a tutto e non restare superficiali: cercare la verità è già amare. Partecipate, non guardate gli altri che fanno, la carità si vive. E ricordiamoci di condividere tempo, talenti, ascolto». Ma la quinta luce è quella decisiva: lo Spirito Santo che nella cresima vi renderà testimoni del Risorto. Il pomeriggio di festa ha riservato lezioni preziose: «A non voltarci dall’altra parte quando qualcuno soffre, a informarci, capire e sentire quello che accade lontano, perché ci riguarda da vicino; a vivere la bellezza della condivisione piuttosto che restare chiusi nel nostro io; a fare la nostra parte con coraggio in classe, in famiglia, tra amici, per essere testimoni e protagonisti di piccoli grandi gesti di pace e giustizia ogni giorno», hanno detto i sacerdoti, accogliendo le testimonianze di servizio di Mattia, Giacomo, Benedetta e Paola.

Festa dei Cresimandi

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