
«Solo la gioia del Signore potrà essere la nostra forza. Egli è alla nostra ricerca sempre. Si compia il suo progetto di amore con il sì della nostra libertà e volontà». Santa Messa nella solennità del Corpus Domini ieri sera alla chiesa di San Francesco a Lodi.
A presiedere la celebrazione eucaristica il vescovo Maurizio, che poi ha guidato la successiva processione fino alla Cattedrale, dove ha impartito la Benedizione Eucaristica.
«Uniti a San Francesco chiediamo al Signore di continuare a camminare con noi, in questa chiesa, dove possiamo ricevere l’indulgenza plenaria – ha spiegato monsignor Malvestiti, proseguendo poi in Cattedrale -. Il Signore vuole sapere quello che abbiamo nel cuore per farci capire che non si vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Nel deserto della storia ci ricorda che dalla roccia della morte e dalla resurrezione di Cristo è scaturita l’acqua dell’amore. Il memoriale vivente della Pasqua è una grazia destinata a tutti, per edificare la fraternità nella concordia e pace».
Come disse Pietro “da chi andremo Signore?”: «Tu solo hai parole di vita eterna, come ha scritto l’apostolo Giovanni nel suo vangelo. Insieme a Pietro corsero al sepolcro il mattino di Pasqua: videro e credettero. È quanto ci è chiesto davanti all’Eucarestia: vedere nello Spirito di Cristo risorto e credere. Lo insegna San Francesco, che spiega: “Ogni giorno Cristo scende sull’altare nelle mani del sacerdote. Si mostra a noi nel pane e nel vino consacrati. Vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo credere con gli occhi dello Spirito, che sono il suo santissimo Corpo e Sangue, vivi e veri. Abbiamo mangiato la carne e bevuto il sangue di Cristo, percorrendo le vie della città per proclamare che la meta sicura è il convito del Cielo».
Citando Papa Leone, monsignor Malvestiti ha affermato che «il Cristo che passa per le strade è lo stesso che si identifica con poveri, malati e soli. La processione non è solo portar fuori un ostensorio. Si tratta di lasciarci portare fuori da egoismi e indifferenze, per rispondere al suo invito di conversione, accogliendone la presenza che ci rende costruttori di un mondo nuovo». Il pastore della Diocesi ha poi ricordato l’arrivo del Papa a Sant’Angelo il prossimo 20 giugno: «La Chiesa è chiamata a curare l’umanità perché il Signore la vuole magnifica. L’amore eucaristico, che fa di noi un solo corpo e spirito, mi spinge a chiedere a tutta la Diocesi la più cordiale partecipazione alla visita papale. Penso ai ragazzi e ai giovani, ma anche a chi fatica a credere. Il successore di Pietro ci confermerà nella fede e nell’unità in Cristo. Con Sant’Agostino annunceremo che “noi siamo eterni cercatori di Dio”. E ne accoglieremo l’invito “a trovare come chi ha sempre da cercare”.
A concelebrare la Santa Messa i sacerdoti del vicariato di Lodi. Tra i fedeli anche la presenza dell’Unitalsi con alcuni ammalati.
