L'inaugurazione il 17 gennaio 2026

Più spazio per la bellezza

Un viaggio nella nuova sede espositiva presso l’ex chiesa di San Cristoforo a Lodi

Il Museo diocesano cresce: oltre alla sede originaria in duomo, nella cappella palatina, il 17 gennaio sarà inaugurato il nuovo spazio espositivo nella ex chiesa di San Cristoforo, in via Fanfulla a Lodi: un edificio di epoca rinascimentale completamente ristrutturato museo diocesano. All’interno della struttura trovano posto prestigiose opere della collezione diocesana, come un quadro di Callisto Piazza che era stato smembrato nei secoli, è stato restaurato da professionisti e ora ha la giusta collocazione nel presbiterio, sotto l’antica cupola che protegge dall’alto la navata. Nell’idea del vescovo Maurizio, questo nuovo spazio museale andrà oltre la collezione permanente, per ospitare mostre temporanee, eventi di approfondimento, per diventare un punto di riferimento nel panorama culturale del territorio e offrire a tutti i lodigiani e le lodigiane occasioni di arricchimento e confronto.

Il Museo diocesano di Arte sacra viene eretto da monsignor Giulio Oggioni nel 1975 presso la cappella palatina del Palazzo Vescovile di Lodi. Questo spazio continua a svolgere la sua funzione museale in ragione della prossimità alla Cattedrale ed in collegamento ad essa. Accanto a questa sede, l’ex Chiesa di San Cristoforo, dopo un attento lavoro di restauro, riapre come Museo e Centro culturale diocesano. Gli spazi progettati da Pellegrino Tibaldi consentono di avere un’esposizione permanente, ma anche una serie eventi culturali estemporanei come mostre, presentazioni di restauri, pubblicazioni e conferenze.

L’esposizione permanente è articolata secondo un duplice percorso sincronico e diacronico. Vengono narrati alcuni episodi significativi della storia della Chiesa in terra laudense: i monaci Olivetani in città e nel territorio, il Convento di San Domenico e i Piazza da Lodi. Non mancano poi alcuni dei grandi temi teologici dell’arte sacra come la passione e la morte di Cristo, l’incarnazione, la Beata Vergine Maria e il Santo Patrono Bassiano. Il percorso espositivo è organizzato in maniera radiale. Il visitatore dall’aula centrale, sotto grande la volta a lacunari, si accosta a ciascuna delle cappelle ove sono allestiste le sezioni, fino al transetto, sotto la grande cupola anch’essa a lacunari, e quindi sale al presbiterio. Tale percorso consente un continuo rimando al pregio architettonico dell’edificio.

Il cuore del percorso è la Pala dell’Assunta di Alberto Piazza restaurata e soprattutto ricomposta dopo lo smembramento e collocata nello spazio dell’antico presbiterio quale pala d’altare. In ogni sezione il materiale espositivo è organizzato nel rispetto degli spazi: al centro, a modi pala d’altare, è presentata l’opera di maggior rilievo e poi gli scomparti laterali, come quinte, dilatano lo spazio espositivo. Le opere provengono in buona parte dai posseduti del museo diocesano, ma al contempo sono esposte alcune opere di parrocchie o altri enti ecclesiastici in funzione di una loro maggior conservazione e fruizione. Rimangono alcune sezioni ancora da allestire: quella archeologica con la pietra miliare costantiniana e altri reperti da Laus Pompeia nella cripta, i tessili e gli argenti in sacrestia e in parte la sezione dell’Incarnazione con il presepio del Londonio dal Seminario vescovile.

a cura di don Flaminio Fonte, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali

  • Leggi l’inserto speciale curato da il Cittadino | Più spazio per la bellezza (con un’intervista di Lorenzo Rinaldi al Vescovo di Lodi Mons. Malvestiti e approfondimenti di Marina Aresi e Fabio Ravera)

Nuovo museo diocesano

Foto Ribolini

 

condividi su