11 gennaio 2026 - III Domenica dopo Natale

Un Messia solidale

Il battesimo al Giordano manifesta un deciso orientamento di Gesù: la solidarietà con i peccatori. Egli si mette in fila con loro per immergersi nelle acque del Giordano e condividere fino in fondo la condizione generata dal peccato. Lui unico “Giusto” porta a compimento la giustizia proclamata dalla Legge dell’Antico Testamento addossandosi le conseguenze del peccato, immerso tra i peccatori, pur senza connivenza alcuna con il peccato. Spiazzato il Battista: “Sono io che ho bisogno di esser battezzato da te, e tu vieni da me?”. Sconcerto dei suoi futuri interlocutori: “Accoglie i peccatori e mangia con loro!”. La giustizia della Legge aveva trasformato la distinzione tra giusti e peccatori, tra sacro e profano, in separazione o peggio divisione. Gesù è solidale con i peccatori, cioè con l’umanità intera, dato che nessuno è senza peccato. Con lui crollano i muri, i confinamenti, i ghetti, i respingimenti, il razzismo, ogni presunzione di primato: solo in lui “tutta la giustizia” trova il suo “compimento” e ogni barriera è infranta. Al punto che questo movimento di immersione tra i peccatori raggiungerà l’abisso degli inferi, quando, con la sua morte, Cristo vi discenderà. La scelta del battesimo al Giordano rivela la lucida coscienza di Gesù sulla sua identità e sulla sua missione. La decisione di Gesù tiene il battesimo al Giordano in perfetta linea con il Natale, cioè mistero di condivisione e solidarietà piena con l’umanità.

Quando riemerge dalle acque del Giordano, Gesù vede “lo Spirito venire sopra di lui, per sostenere la sua scelta. Da questa forza Cristo si lascia consacrare: è l’unzione del Messia;  energia potente che spinge ad affrontare i rischi, a decidere le scelte e a sostenere le prove: subito lo porterà nel deserto a misurarsi con le tentazioni. Sarà questa la forza che Gesù comunicherà a tutti i credenti con il battesimo di fuoco della Pentecoste. Perché non bastano le buone decisioni e intenzioni personali: occorre fare spazio all’azione concomitante dello Spirito di Dio e lasciarlo riposare là dove è riuscito a posarsi.

E poi viene anche una conferma: la voce del Padre che si compiace della decisione del Figlio e dell’accoglienza riservata alla potenza dello Spirito. È il riconoscimento della via giusta intrapresa da Gesù nella sua interpretazione della missione del Messia, quale servo sofferente, annunciato dai canti del profeta Isaia: non re potente, non personaggio di successo isolato rispetto a poveri e peccatori, non giudice che condanna, ma figlio amato in cui il Padre si compiace. È la conferma solenne che Gesù è il Messia rettamente inteso. “Coraggio, vai avanti così” sembra dire il Padre a Gesù. Ascolta la voce e ne è testimone il Battista, che si aspettava un Messia diverso. Una conferma anche per tutti coloro a cui basta, come Gesù, di piacere a Dio.

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