Sabato sera, la Cattedrale di Lodi ha accolto numerosissimi fedeli per la solenne celebrazione di ordinazione presbiterale di quattro giovani del territorio

Diocesi di Lodi in festa: ordinati quattro nuovi sacerdoti in Cattedrale

"Celebrate ogni Messa come fosse l'unica"

In un clima di profonda gioia e gratitudine, la comunità diocesana di Lodi ha celebrato un momento storico. Sabato sera, la Cattedrale di Lodi ha accolto numerosissimi fedeli, religiosi, religiose e sacerdoti per la solenne celebrazione di ordinazione presbiterale di quattro giovani del territorio.

A presiedere la liturgia è stato il pastore della diocesi, il vescovo monsignor Maurizio Malvestiti. Tra i numerosi concelebranti figuravano anche il vescovo emerito monsignor Giuseppe Merisi, il vicario generale monsignor Bassiano Uggè, il rettore del Seminario di Lodi don Anselmo Morandi e i parroci storici dei quattro ordinandi. La solenne liturgia è stata animata dai seminaristi di Lodi, da don Roberto Arcari e dalla Cappella Musicale della Cattedrale.

Chi sono i quattro nuovi sacerdoti della Diocesi di Lodi

Il cammino di discernimento e formazione in Seminario ha condotto all’altare quattro giovani, pronti a spendersi per il bene delle proprie comunità e della Chiesa intera:

  • Don Marco Dellanoce, 26 anni, di Lodi, proveniente dalla parrocchia della Cattedrale;
  • Don Marco Cremascoli, 26 anni, originario di Codogno;
  • Don Ettore Fumagalli, 27 anni, originario di Spino d’Adda;
  • Don Matteo Vailati Facchini, 26 anni, originario di Castiglione d’Adda.

L’omelia del Vescovo Maurizio: il valore del “Sì” e il senso della chiamata

Durante l’intensa omelia, il vescovo Maurizio ha ricordato come il Signore risvegli costantemente la memoria di come, nel mistero pasquale, ci abbia “sollevati su ali di aquile” per condurci oltre ogni deserto. La terra promessa, ha spiegato il presule, è una certezza di fede che dona speranza ed agisce come efficace antidoto all’inquietudine del cuore.

Rivolgendosi direttamente ai giovani ordinandi, monsignor Malvestiti ha sottolineato la grandezza della missione che li attende:

«La dignità presbiterale non solo conferma questa prospettiva ma assicura la piena comunione con l’Unigenito Figlio di Dio, che consacrò nella verità dello Spirito gli apostoli, rendendoli partecipi dell’universale missione di salvezza. Ad essa venite aggregati».

Il Vescovo ha poi ricordato che l’imposizione delle mani avviene in una Chiesa locale, quella di san Bassiano, strettamente unita al Successore di Pietro. Un legame che si farà visibile e concreto fra pochissimi giorni: «Lo accoglieremo con vera gioia, sabato a Sant’Angelo Lodigiano» , ha annunciato il vescovo, ricordando l’imminente arrivo del Pontefice.

La prova, lo studio e il dialogo con i giovani coetanei

Il Pastore della Diocesi non ha nascosto le svariate forme che la prova può assumere nel ministero, tra solitudini, debolezze e peccati: «Decisivo è il vostro sì, che incontra ora la chiamata rassicurante della Chiesa. Va confermato quotidianamente, ancor più quando inesorabile si affaccerà la prova».

Ha poi aggiunto che è proprio in quel momento che il sì dei novelli sacerdoti “vale come l’oro se lo purifica l’amore umile e perseverante” , poiché “il sì di un peccatore pentito fa sempre scatenare l’infinita misericordia divina”.

Da qui, il forte appello alla formazione permanente e alla vicinanza culturale:

«Rimanete appassionati allo studio biblico e teologico. Abbiamo il pensiero di Cristo e siamo chiamati a dialogare con le altre culture e religioni secondo i principi conciliari, credendo nella varietà che esalta l’unità. A renderci discepoli instancabili nella missione sarà la compassione di Gesù per le pecore senza pastore».

Infine, un mandato speciale per i ragazzi di oggi: «Siete mandati a tutti ma abbiate riguardo per i vostri coetanei. Non abbandonate i più pensosi e quanti sfuggono. Non eludete i loro grandi perché».

Ordinazioni presbiteriale

I ringraziamenti e il mandato: “Celebrate ogni Messa come fosse l’unica”

Prima della benedizione finale, il vescovo Maurizio ha espresso profonda gratitudine al Seminario in tutte le sue componenti – dai formatori alla scuola di Teologia –, alle famiglie e alle parrocchie d’origine e di servizio pastorale. Ha salutato i presbiteri amici giunti da altre diocesi e ha rivolto una supplica corale: «Pregate il Signore della messe per le vocazioni».

Infine, ha esteso l’invito a tutti i giovani a partecipare alla storica visita di Papa Leone a Sant’Angelo Lodigiano , esortandoli a «vedere e ascoltare Pietro, che parla in Papa Leone facendo eco al Vangelo di Gesù: “Vieni e seguimi”».

Ai quattro novelli sacerdoti ha invece lasciato in dono un prezioso aneddoto, letto un tempo nella sagrestia di una chiesa sulla custodia dei calici:

«Celebra ogni Messa come fosse la prima, l’ultima, l’unica».

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