“Vado a prepararvi un posto”. Gesù comunica che si assenterà per assicurare ai suoi discepoli l’ingresso nella casa del Padre suo. E una volta compiuta questa missione tornerà a prendere i discepoli per averli ancora con sé. “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”. Non si tratta di una semplice prenotazione. Perché è lui il tempio, la casa, il posto di quelli che lo seguono: da quando ha detto “seguitemi”, dove era lui erano anche coloro che aveva chiamato al suo seguito. Senza fissa dimora, perché il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Due discepoli del Battista, curiosi di scoprire e conoscere Gesù, lo avevano inseguito per chiedergli: “Maestro, dove abiti?” Risposta: “Venite e vedrete“. “Andarono e videro dove abitava. E rimasero presso di lui“. Dove abitava Gesù e cosa hanno visto i due fortunati? Essi videro dove viveva, hanno compreso qual era il suo posto. Non abitava una fissa dimora; non rimaneva chiuso in sé stesso, ma abitava fuori da sé, nell’amore del Padre. Non abitava i propri progetti o la propria volontà, non si è procurato una sistemazione con un posto o una posizione che contasse, ma abitava la volontà di un altro, la casa del Padre suo. La sua è una vita tutta sbilanciata, esposta verso il Padre: “come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi; rimanete nel mio amore. Come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore“.
Ciò che i discepoli hanno percepito è la nostalgia che Cristo sentiva della sua casa, la nostalgia del Padre e del suo amore. E, non appena Gesù è riuscito a soddisfare questa nostalgia, ha condiviso anche ai suoi la possibilità di accedere a questa casa. Assicurando loro il posto a tavola nel banchetto eterno, e accompagnando i suoi nell’esodo verso la dimora eterna. Ogni legittima ambizione per i posti nella vita (il posto di lavoro, la posizione sociale, il ruolo di responsabilità, il livello di gradimento …) non potrà spegnere la nostalgia della casa per cui siamo fatti e per la quale Cristo tuttora opera per averci con sé. Già ora, infatti, il dono del suo Spirito è in noi garanzia del posto promesso, e caparra della comunione con il Signore. Filippo, più incline a soluzioni pratiche, non si accontenta delle spiegazioni fornite qui da Gesù. Già nella moltiplicazione dei pani aveva espresso riserve: i pochi pani e pesci a disposizione non bastano. Qui ribatte sbrigativamente al Maestro “Mostraci il Padre e ci basta”. Ignorava che non si può prescindere dalla Via per arrivare al Padre. Senza Gesù c’è insoddisfazione e ricerca spasmodica di palliativi, o dipendenza da beni non essenziali La persona unificata, che rimane nel suo amore, certa della compagnia del Signore, non aspetta l’incanto di condizioni ideali per celebrare quella grazia che non è mai schizzinosa nei confronti della storia e dei suoi contrattempi, delle sue leggi e delle sue tribolazioni.
