Ieri sera nella basilica dei SS. Antonio abate e Francesca Cabrini l’adorazione eucaristica presieduta dal vescovo Maurizio

L’attesa del Papa diventa preghiera

La visita del Papa è un richiamo a fede speranza e carità nella vita di ogni giorno

Il cuore pulsante di Sant’Angelo Lodigiano ha vissuto una serata di profonda commozione e spiritualità, riunendosi in preghiera per preparare le anime all’abbraccio con il Santo Padre. La Basilica, custode della memoria della nostra amata Santa Francesca Cabrini, è diventata il cenacolo in cui la comunità, unita al Vescovo Maurizio e al parroco monsignor Enzo Raimondi, si è posta in ascolto e in adorazione. Un momento di grazia che unisce idealmente la terra lodigiana al cuore della Chiesa universale.

S.E. Monsignor Malvestiti ha voluto tracciare un itinerario spirituale partendo dal mistero profondo del Corpus Domini, evidenziando come questa solennità, vissuta nella domenica a venire per favorire una partecipazione corale dei fedeli, si ponga proprio come un ponte provvidenziale verso la visita papale. La preparazione non è semplicemente organizzativa, ma è un cammino interiore animato da fede e amore. Il Papa, nel ricordarci il vero tesoro della Chiesa, ossia la presenza viva di Cristo in mezzo a noi, rinnoverà la nostra chiamata comunitaria. Quando il prossimo 20 giugno varcherà la soglia di questa Basilica, il Successore di Pietro si fermerà in adorazione davanti al Santissimo Sacramento prima di sostare in preghiera dinanzi alle spoglie della Madre dei migranti. Per questo l’Eucarestia vissuta insieme ci permette di sentirlo già straordinariamente vicino, uniti a colui che storicamente definiamo il dolce Cristo in terra.

La riflessione del nostro Pastore ha poi toccato le corde più intime del Vangelo, richiamando la figura dell’apostolo Pietro, il quale, dopo la fragilità del triplice rinnegamento, è stato risanato nel profondo dalla domanda d’amore del Risorto. Solo l’amore del Signore ha la forza di guarire le ferite del cuore umano, confermando Pietro nei secoli come custode della fede dei fratelli. Il Papa ne eredita la missione profonda quale maestro della fede cattolica, assistito dal dono dell’infallibilità quando impegna la sua autorità apostolica per il bene e l’insegnamento della Chiesa. L’amore trinitario ci mantiene inseriti in una comunione che si rivela più forte della morte stessa. L’Eucarestia che adoriamo è medicina dello spirito e farmaco dell’immortalità, un mistero da accogliere con l’impegno solenne alla fedeltà domenicale.

La gratitudine della diocesi sale spontanea verso Papa Leone XIV, affascinato dalla testimonianza profonda di Santa Francesca Cabrini, una donna straordinaria che ha speso la vita per riparare le ferite dell’umanità e restituire dignità cristiana ai più piccoli. Questa storica visita si configura allora come un appello universale alla fede, alla speranza e alla carità, da incarnare nella quotidianità e non solo nei momenti straordinari. È un invito singolare per la nostra comunità lodigiana a compiere un autentico balzo della fede, rendendoci capaci di una testimonianza generosa. Nel ringraziare la parrocchia, le autorità locali tra cui il sindaco Devecchi e l’intera diocesi per l’impegno profuso, lo sguardo resta fisso su Gesù Cristo, pronti a riscoprirci figli e figlie desiderosi di camminare nella grazia.

Le foto

Adorazione eucarisica

condividi su