
A pochi giorni dalla storica visita pastorale di Papa Leone XIV a Sant’Angelo Lodigiano, il Vescovo di Lodi, S.E. Mons. Maurizio Malvestiti , traccia un bilancio profondo dell’evento in un’intervista rilasciata a Lorenzo Rinaldi per Il Cittadino. Accogliendo il direttore del quotidiano all’ombra del giardino del palazzo episcopale, il pastore laudense definisce questo appuntamento come un vero e proprio crocevia per la storia della diocesi, capace di reinterpretare e rilanciare con forza il cammino e la speranza della nostra comunità territoriale.
L’evento ha avuto un inizio e un tocco finale straordinari allo stadio “Carlo Chiesa”, dove ben 2.200 ragazzi dei Grest hanno accolto l’elicottero del Pontefice, vincendo la forte calura estiva con la forza del loro entusiasmo. Il Vescovo sottolinea la bellezza e l’efficacia del messaggio spontaneo che il Santo Padre ha voluto rivolgere proprio alle nuove generazioni, ricordando loro il valore della pazienza come testimonianza di speranza e lanciando un appello vibrante affinché si facciano custodi del futuro: i giovani possono cambiare il mondo. Questo caloroso abbraccio della terra lodigiana ha profondamente colpito Papa Leone XIV, apparso realmente felice, mite e animato da un sorriso fraterno che ha saputo mettere chiunque a proprio agio.
Al centro della riflessione del Papa vi è stata l’attualissima figura di Santa Francesca Cabrini, il cui magistero risplende oggi sul tema dei migranti. Secondo il nostro Vescovo, questa visita restituisce alla Santa una risonanza mondiale inaspettata , affidando in particolare alle comunità di Sant’Angelo e Codogno il mandato preciso di divulgarne il messaggio in un contesto plurale, dove l’accoglienza e l’integrazione rappresentano una prospettiva inevitabile da affrontare insieme con coraggio e responsabilità.
Non è mancato infine un curioso e affettuoso retroscena legato alla celebre stola diocesana indossata dal Papa in Basilica, tradizionalmente riservata agli ingressi ufficiali dei vescovi di Lodi. Per una svista nel viaggio di ritorno, i collaboratori della Prefettura della Casa Pontificia l’hanno portata con sé in Vaticano. Raggiunti telefonicamente la sera stessa , la stola è stata presa in custodia a Roma in attesa di essere riportata a Lodi.
Questa memorabile giornata, conclude il pastore, lascia una solida eredità di coesione e collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiali , ponendo un seme provvidenziale per il futuro di tutte le componenti sociali del nostro territorio.
- Intervista a S.E. Mons. Malvestiti [il Cittadino, 27 giugno 2026].
